[TaskerTime] Modalità Silenziosa Ad Hoc

In uno degli ultimi articoli abbiamo parlato di come possiamo disabilitare la modalità silenziosa durante le chiamate. Oggi vedremo come attivare la modalità silenziosa quando lo schermo dello smartphone è acceso e disattivarla quando è spento. In questo modo il telefono eviterà di vibrare o suonare mentre lo stiamo usando.  Come prima cosa,  aggiungiamo l'evento Display Off e, come nuova attività, Do Not Disturb - Tutti, la quale consentirà al telefono di suonare. Allo stesso modo, l'opzione Display On in modalità Do Not Disturb - Alarms, non permetterà al telefono di emettere alcun suono quando lo schermo è acceso. Questa configurazione presenta però una criticità: alla ricezione di una chiamata consegue l'accensione dello schermo, la quale, attivando la modalità silenziosa, comporta, in caso di non utilizzo del telefono, la possibile perdita della chiamata stessa. Per questo motivo sarà necessario aggiungere un'ulteriore condizione che non attiverà la modalità silenziosa alla ricezione di una chiamata. Come prima cosa, inizializziamo una variabile (che ho chiamato Call) dal menù Vars a 0. Aggiungiamo quindi lo stato Chiama - In Entrata, impostando la variabile %Call a 1 e attivando la modalità Do Not Disturb - Priorità. Inseriamo come Attività in Uscita Imposta %Call a 0 e Do Not Disturb - Alarms. Per finire, modifichiamo l'evento Display On, inserendo come condizione l'attivazione della modalità Do Not Disturb - Alarms solo se la variabile %Call è diversa da 1.  

Ubuntu, il miglior modo per passare a Linux

Chi ha già dimestichezza con il mondo Linux oppure ha già una buona conoscenza di questo mondo darà per scontato alcuni dei prossimi passi che sono però necessari a chi invece non conosce affatto Linux e il suo meraviglioso mondo. Iniziamo spiegando cos'è Linux. In molti lo definiscono erroneamente un sistema operativo o una famiglia di sistemi operativi, così non è. Linux è un componente del sistema operativo, il kernel ovvero il nucleo del sistema operativo, che ha il completo controllo del sistema. Questa è una definizione molto semplificata delle funzioni di un kernel, che per essere spiegate appieno bisognerebbe dedicarci almeno un articolo a se stante.  Questo kernel è l'elemento base costituente tutte le distribuzioni Linux. La domanda che potrebbe sorgere succesivamente potrebbe essere: "cos'è una distribuzione?". In ambito informatico per distribuzione software si intende un certo numero di programmi che vengono distribuiti in un singolo insieme che nel nostro caso è un sistema operativo.  Per ricapitolare, Linux è un kernel utilizzato da numerosi sistemi operativi, tra cui quello che esamineremo oggi, Ubuntu. Questa distribuzione sviluppata da Canonical è tra le più utilizzate al mondo, anche se mancano dati certi. I fattori che hanno portato al successo il prodotto di Canonical sono molteplici ma ne vorrei identificare due che a mio parere gli hanno permesso di guadagnarsi una larga fetta di pubblico. Il primo è la facilità di utilizzo, specie alcuni anni fa avere un tool grafico per l'installazione non era cosa comune, cosa che avvicinava gli utenti meno "skillati". Inoltre l'interfaccia grafica, basata inizialmente su GNOME e successivamente sul progetto proprietario Unity è chiara ed intuitiva, permettendo di gestire praticamente tutto con un click del mouse, quasi dimenticandosi del terminale. Non a caso il motto di Ubuntu è “Ubuntu: Linux per esseri umani”. Il secondo motivo è l'enorme supporto della community che è il fattore determinante che la distingue rispetto ad altre distribuzioni. Se avete un problema di qualsiasi natura potrete entrare nel forum di Ubuntu trovando praticamente sempre qualcuno disposto a darvi una mano.  Ulteriore motivo che ha permesso una grande espansione di Ubuntu è l’essere una derivata di Debian. Ma cos’è Debian? Debian è una delle distribuzioni più “anziane” in circolazione, nata nel 1993, è composta esclusivamente da software open source. Nel 2004, Mark Shuttleworth ed il suo team di programmatori diedero il via al progetto Ubuntu forkando Debian. Da quella prima versione sono passati parecchi anni e Canonical ha sviluppato il suo sistema operativo rispettando sempre questi canoni, la libertà del software e la facilità d’uso. L’ultima versione di Ubuntu è la 17.04 nome in codice Zesty Zapus. Una particolarità che caratterizza il sistema è la gestione delle nuove versioni e dei relativi nomi. Viene rilasciata una nuova versione ogni sei mesi, tipicamente ad Aprile ed Ottobre. Il numero riportato nel nome della versione indica l’anno e il mese di rilascio (04 per la versione rilasciata in aprile e 10 per quella rilasciata in ottobre) che viene accompagnato da un nome in codice composto da due parole che iniziano con la stessa lettera dell’alfabeto. Quindi una volta installata la vostra Zesty Zapus avrete un sistema già pronto per essere usato, quanto meno nelle sue funzioni base. Saranno presenti vari programmi preinstallati come il browser Firefox, la suite per l'ufficio Libre Office, il ripruoduttore multimediale VLC e altri numerosi software. Questo permetterà all'utente di essere operativo da subito potendo in seguito completare e personalizzare l'installazione installando tutto ciò di cui a bisogno tramite il software center o quando avrete più dimestichezza attraverso il terminale. Inutile dire che il primo approccio per chi proviene da Windows e magari non ha dimestichezza con il PC potrebbe essere complicato, vi posso però assicurare che è solo questione di tempo entro una settimana (o anche meno dipende da persona a persona) inizierete ad ambientarvi e se sarete curiosi scoprirete un mondo davvero affascinante. In chiusura è giusto citare le distribuzioni derivate da Ubuntu, ovvero quelle distribuzioni che sono nate tramite lo stesso procedimento utilizzato da Ubuntu. Questi sistemi sono sviluppati da team indipendenti che apportano alcune modifiche al codice dando vita a distribuzioni a se stanti con le loro particolarità. In futuro faremo un focus sulle derivate di Ubuntu. "Microsoft ha la fetta più grossa del mercato dei nuovi PC desktop. Questo è un bug, e Ubuntu è concepito per risolverlo." - Mark Shuttleworth

[TaskerTime] Forzare la connessione ad una determinata rete WiFi

Con questo articolo diamo il via a Tasker Time, una nuova rubrica completamente dedicata a Tasker, con l'obiettivo di condividere i task più utili che daranno una marcia in più al vostro dispositivo o che vi faranno rimpiangere di aver comprato un iPhone! Scherzi a parte, pubblicheremo delle guide al fine di mostrare le potenzialità di quest'app tuttofare sfruttandola al meglio per automatizzare quelle piccole azioni quotidiane che siamo costretti a fare come accendere e spegnere WiFi e Geolocalizzazione, regolare il volume di musica e notifiche e molto altro. Può capitare di avere la necessità che il nostro dispositivo rimanga connesso ad una determinata rete WiFi anche in condizioni che lo rendono difficoltoso. Un esempio potrebbe essere una particolare stanza della nostra casa dove la rete domestica viene ritenuta troppo debole da Android che quindi decide di usare la rete dati, piuttosto che la presenza di più WiFi note e il bisogno di essere collegati ad una di queste in particolare e non alle altre. Un po' come accade a casa mia, dove ho due reti WiFi, una proveniente da un modem vecchissimo che supporta un solo dispositivo connesso e poi quella generata da un router secondario collegato a cascata con il primo. Chiaramente sul mio dispositivo ho registrato entrambe le reti, ma preferisco sempre utilizzare la seconda perchè più veloce e meno limitante (si perchè il telefono si connette comunque alla prima anche se già "occupata", ma non naviga). La soluzione, che fa uso di Tasker e di un suo plugin, AutoTools, si compone di tre parti: Ricerca di una determinata rete nei dintorni Collegamento a quella rete Forzare la connessione alla rete voluta anche se già connessi ad un'altra L'obiettivo finale si può tradurre come "Se non sono connesso alla rete X, che però è presente nei dintorni, connettimi alla rete X". Cominciamo con la ricerca delle rete desiderata. Avremo bisogno quindi di un Profilo di tipo Stato che andremo a impostare seguendo Rete > WIFI Vicini > SSID desiderato. A questo stato colleghiamo la variabile %Casa impostata 1, che azzereremo con un Task all'uscita. Per quanto riguarda la parte del "se non sono connesso allora connettimi" avremo bisogno di un altro Stato relativo sempre alle attività di Rete, impostato questa volta a "Non collegato alla rete X". Per farlo è sufficiente impostare prima Rete  > WIFI Collegato > SSID desiderato e spuntare l'opzione Inverti. Come risposta a questo stato, grazie ad AutoTools imposteremo la connessione alla nostra rete wireless. Infine, per collegare i due Stati appena creati, sarà necessario aggiungere al secondo una condizione in cui controlleremo che la variabile %Casa sia impostata a 1. Di seguito potete trovare un video in cui sono riportati tutti i passaggi appena descritti.

Tasker: disabilitare la modalità silenziosa durante le chiamate

Sebbene case quali Samsung, Huawei e LG forniscano bundle di applicazioni di sistema altamente personalizzate, l'applicazione Telefono di Google è sempre più utilizzata, sia da marchi minori, integrandola nelle proprie ROM, sia come sostituta all'app di default.Questo sicuramente perchè Google è stata in grado di sviluppare un'applicazione semplice e intuitiva, ma che al tempo stesso permette di avere sotto controllo tutta la parte telefonica del nostro dispositivo. Dialer, registro chiamate e lista dei contatti risultano infatti raggiungibili dalla stessa icona, così come funzionalità più avanzate come blocco e registrazione delle chiamate. Nelle ultime versioni di questa applicazione, in particolare dalla 6.0, rilasciata insieme ad Android 7.1, Google ha però introdotto una funzionalità che ha fatto storcere il naso a molti. Durante una telefonata infatti ora il telefono verrà messo automaticamente in modalità silenziosa (Non Disturbare). E se da una parte questo può risultare comodo in quanto elimina qualsiasi distrazione mentre siamo al telefono, dall'altra saremo costretti a controllare ripetutamente l'eventuale arrivo di una notifica. Nell'attesa di un futuro aggiornamento che renda opzionale questa funzione, una possibile soluzione è quella di utilizzare Tasker, un'applicazione già discussa su L'angolo nerd (abbiamo parlato anche dell'alternativa Automate), che permette di automatizzare determinate azioni come risposta a particolari eventi. Nel nostro caso l'evento sarà la telefonata stessa, mentre l'azione sarà quella di disabilitare la modalità silenziosa. Per prima cosa sarà necessario creare un nuovo Profilo di tipo Evento. In Tasker è presente l'evento Chiamata Avviata che fa al caso nostro senza la necessità di plugin aggiuntivi. A questo profilo colleghiamo quindi una nuova azione in cui imposteremo la modalità Do Not Disturb a Tutti (le alternative sono Nessuno, Priorità, Tutti e Alarms). Chi ha dimestichezza con Tasker saprà che è bene mettere sempre un tempo di attesa prima dell'esecuzione di ogni attività, in modo da lasciare all'app il tempo necessario per riconoscere l'evento appena scattato. Per questo nella soluzione proposta è stato messo un Wait 1s prima di abilitare le notifiche. E se invece usassimo l'applicazione telefono di default del nostro dispositivo e volessimo proprio questa funzionalità? La soluzione si chiama ancora Tasker: basterà utilizzare il profilo appena visto e impostare Do Not Disturb a Nessuno. [ Immagine in evidenza da Android Police ]

L'angolo nerd: che fine ha fatto l'app?

Sono passati circa due mesi e mezzo dall'ultimo rilascio dell'applicazione de L'angolo nerd e da quel momento non vi abbiamo più aggiornati sullo sviluppo. Senza considerare il mese di febbraio che è stato per tutti noi molto impegnato e che ci ha costretti a sospendere temporaneamente questo progetto, lo sviluppo dell'applicazione non si è però mai fermato ed anzi, ha visto diverse svolte importanti. Inizialmente l'idea era infatti di sviluppare un'app "ibrida" utilizzando PhoneGap, un framework che permette di scrivere applicazioni in Javascript e HTML5 per poi incapsularle in un "guscio" nativo, in modo da poter essere installata sui dispositivi mobili. Scartata quasi subito, abbiamo iniziato a lavorare su due progetti contemporaneamente, entrambi sviluppati nativamente per Android. Il primo ha portato all'applicazione che attualmente potete scaricare dal sito e che sfrutta molto semplicemente una WebView per mostrare i contenuti del sito mobile, con l'aggiunta di piccole funzionalità come le notifiche push e la gestione dei link. Il secondo progetto, più ambizioso, contava invece di sviluppare un'app completamente nativa, senza utilizzare contenuti scaricati dal web ma mostrando i dati interrogando il server attraverso delle "mini API". Circa un paio di settimane fa Niccolò ha proposto di riscriverla utilizzando React Native, un framework basato su React JS di cui vi abbiamo parlato qualche giorno fa. Abbiamo quindi abbandonato tutti i precedenti progetti per buttarci su quest'ultimo - quasi - a tempo pieno e ad oggi mancano un paio di bug da correggere e altrettante funzionalità da implementare, tra cui il filtro degli articoli per categoria (come potete vedere nel video qui sopra, attualmente non funzionante), per rilasciare la prima versione dell'applicazione. Per gestire il progetto abbiamo deciso di utilizzare una linea di sviluppo un po' più strutturata rispetto al nostro solito (hacker veri!). In primis il tutto è hostato su GitHub e i sorgenti sono disponibili al pubblico a questo indirizzo. Git permette di sviluppare in team e su diversi "rami" in maniera autonoma e per una migliore organizzazione abbiamo utilizzato Git Flow, che ci permette di separare l'implementazione delle varie feature e i fix dei vari bug, di cui teniamo traccia attraverso il servizio di bug tracking offerto sempre da GitHub. Per quanto riguarda lo sviluppo vero e proprio invece, che come abbiamo detto è basato su React Native, abbiamo deciso di sperimentare con Expo, un tool che permette di scrivere applicazioni per iOS e Android senza scrivere codice nativo nè toccare Android Studio o Xcode. Grazie all'applicazione di supporto è infatti possibile testare e debuggare il progetto senza passare per build, file APK/IPA e push del compilato sul dispositivo/emulatore - fico! Chi volesse quindi provare l'applicazione prima del rilascio ufficiale dovrà passare per Expo, seguendo le istruzioni presenti nel README del repository.

Alla ricerca del... launcher perfetto - Nova Launcher

Dopo aver provato alcuni launcher di nicchia o comunque non conosciuti presso il grande pubblico, è finalmente giunto il momento di recensire uno dei più famosi, se non il più famoso launcher per Android: Nova Launcher. Non a caso è uno dei più scaricati sul play store (più di 10 milioni di download). Il punto di forza di Nova è la vicinanza all'esperienza stock di Android, anche se arricchita con molte nuove funzionalità. Se state cercando possibilià di personalizzione quasi illimitate con Nova siete, come si suol dire, in una botte di ferro. Nelle ultime versioni il launcher ha seguito l'evoluzione del Pixel Launcher made in Google, introducendo tutte le novità presenti in esso. Partendo dalle scorciatoie visualizzate alla pressione dell'icona di un applicazione, simulando il funzionamento del 3D-touch, funzione che per ora non è ancora supportata da tutte le applicazioni. Anche il drawer delle applicazioni è ispirato dal pixel launcher, per aprirlo non sarà più presente la classica icona centrale nella dock ma basterà effettuare uno swipe dal basso verso l'alto. Inoltre sarà possibile inserire la barra di ricerca fissa in stile Pixel per completare la personalizzazione. Certamente non sono funzioni esclusive e non saranno il primo motivo per scegliere questo launcher rispetto ad un altro, ma meglio che ci siano piuttosto che no. Per chi è più nostalgico sarà comunque possibile dare un aspetto più classico utilizzando il vecchio pulsante per aprire il drawer. Non è presente l'opzione per eliminare il drawer, anche se volendo basterà semplicemente spostare tutte le icone sulla home ed impedire l'accesso al drawer, per esempio eliminando il pulsante per aprirlo, ricreando l'effetto cercato. Come da tradizione Adroid, è disponibile il supporto ai widget Già da queste prime righe è chiaro che il livello di personalizzazione è altissimo, ma quello che più stupisce non è tanto la quantità delle opzioni quanto il fatto di poter intervenire sui dettagli. E si sa sono i dettagli a fare la differenza. Per fare un esempio, ho sempre odiato l'indicatore della pagina corrente, cosa dal mio punto di vista inutile utilizzando tre pagine nella home con layout piuttosto differenti, è quindi impossibile "perdersi". Ebbene con Nova è possibile eliminare il suddetto indicatore lasciando inoltre più spazio per le icone. Altre opzioni tra le più classiche sono elencate di seguito: possibilità di modificare il numero di righe e colonne della griglia applicazioni sia per home page che per il drawer. personalizzazione delle cartelle modifica delle animazioni e della velocità delle stesse è disponibile il supporto ad icon pack esterni, praticamente tutti quelli presenti nel play store sono compatibili con Nova Altro grande cavallo di battaglia di Nova sono le gesture personalizzabili, è possibile associare ad una qualsiasi delle gesture disponibili una particolare azione a nostra scelta. Per esempio al doppio tap sullo schermo possiamo associare il classico spegnimento dello schermo ma se volessimo potremmo, per esempio, associare l'aperturadi una particolare app. Con Tesla Unread, un'applicazione esterna sviluppata dagli stessi creatori di Nova Launcher, che posiziona "sopra" alle icone delle applicazioni, i badge che indicano il numero di notifiche non lette, anch'essi completamente personalizzabili in forma colore e dimensione. Ultimo, ma non per importanza parliamo di backup. Tramite l'apposita funzione nel menu sarà possibile esportare il nostro layout sotto forma di backup, anche su Google Drive o altri servizi cloud (servirà avere la relativa applicazione installata). Se lo desiderate potrete parteciapre al programma beta, avendo così la possibilità di accedere a tutte le ultime novità in anteprima, pagando lo scotto di prestazioni più basse e possibile instabilità. Potete visitare questa pagina per partecipare anche voi al programma. In ultima analisi possiamo dire che Nova Launcher è perfetto per chi cerca un alto tasso di personalizzazione, anche se le molte opzioni presenti possono, almeno inizialmente, confondere l'utente. Parlando di prestazioni sui moderni telefoni non ho riscontrato particolari problemi, se non qualche sporadico ricaricamento. Specifico che io utilizzo la versione beta dell'app e quindi alcuni rallentamenti e malfunzionamenti potrebbero essere causati da questo. Il voto complessivo per Nova Launcher è  10/10. Test effettuato con: LG G Flex 2.