Newsletter: come rimanere sempre aggiornati

Ormai quasi tutti i siti web e blog che si rispettino lo offrono e di certo L'angolo nerd non poteva non vantare di questo servizio. Sto parlando della newsletter, un servizio che permette di inviare a tutti gli iscritti delle notifiche via email, solitamente alla pubblicazione di nuovi contenuti o con cadenze precise riportando le notizie più rilevanti (ad esempio settimanale o mensile). Attualmente questo servizio su L'angolo nerd è limitato alla notifica al momento della pubblicazione di ogni nuovo articolo ed è in costante perfezionamento, con la particolarità che è stato progettato per memorizzare meno dati personali possibili: viene infatti richesto soltanto l'inserimento dell'indirizzo email. L'iscrizione è semplicissima, basterà infatti inserire l'email nel form che potete trovare in fondo ad ogni pagina del sito (quello che vedete riportato in foto) e dal successivo articolo riceverete la notifica all'indirizzo specificato. Ogni volta che viene pubblicato un articolo viene infatti richiamata una funzione PHP che provvede a compilare il template dell'email e ad inviarla ad ogni email registrata nel database. Per ora si tratta semplicemente della classica funzione mail(): $headers = "MIME-Version: 1.0\r\n";$headers .= "Content-type: text/html; charset=iso-8859-1\r\n";$headers .= "From: postmaster@langolonerd.it" . "\r\n" .mail($email, "Nuovo articolo disponibile | L'angolo nerd", $text, $headers);  Dove $email contiene l'indirizzo di destinazione e $text il template delle email compilato con i dati relativi al nuovo articolo. Questa funzione è però tanto semplice quanto limitata, in quanto non permette ad esempio di raccogliere statistiche o, cosa molto più importante, di garantire che ogni client email riesca a visualizzare correttamente il contenuto dell'email. Proprio per questo motivo in futuro potremmo decidere di appoggiarci a servizi come MailChimp o simili, che permettono di configurare la newsletter in modo da gestire liste di iscritti differenziate così come diversi template, nonchè l'invio di email cumulative in stile "Ecco cosa ti sei perso!" e la reportistica completa sulle newsletter inviate, ma in ogni caso verrete avvisati per qualsiasi modifica delle condizioni. Per concludere, nel caso in cui vi siate iscritti ma non voleste più ricevere alcuna email sarà sufficiente seguire il link che trovate in fondo all'email per cancellarvi definitivamente, con la consapevolezza che i vostri dati verranno realmente rimossi dal nostro database, non semplicemente "nascosti".

Magisk: il root, systemless

Magisk Is A Magic Mask to Alter System Systemless-ly Si chiama Magisk, abbreviazione di Magic Mask, e promette di poter fruire di determinate Mod, fino ad ora rigorosamente installate nella partizione di sistema del telefono, senza però toccare tale partizione. Fino ad oggi qualsiasi Mod, quale l'ottenimento dei permessi di Root, l'utilizzo del framework Xposed e dei suoi moduli, Viper4Android, AdAway e chi più ne ha più ne metta, per poter funzionare dovevano essere installati sotto /system, la partizione contenente tutti i file e le applicazioni di sistema di Android. Un vero limite, se pensiamo che la modifica della partizione di sistema compromette la possibilità  di ricevere aggiornamenti OTA ufficiali, piuttosto che utilizzare le più famose app per il Mobile Banking o qualsiasi applicazione che per sicurezza controlli l'integrità  del sistema. Nasce così il root systemless, in grado quindi di mantenere inalterata questa partizione di Android, che ha debuttato con l'avvento di Android Lollipop 5.0, ma senza ottenere chissà  che successo non fornendo alcuna funzionalità  in più rispetto al sistema di rooting standard. È solo con l'arrivo di Android Pay (in Italia.. va beh [ndr]) che qualcosa sotto questo fronte ha iniziato realmente a muoversi. Perchè? Perchè Google ha pensato - correttamente - di negare l'utilizzo di Android Pay ai dispositivi con permessi di root per questioni di sicurezza. Come? Fornendosi di Google Play Services, un servizio presente su tutti i dispositivi Android (o per lo meno tutti quelli con GApps installate), per far comunicare i terminali con SafetyNet, un sistema remoto di controllo di integrità del sistema Android. Chiaramente tutti i dispositivi con una modifica anche minima della partizione di sistema risultano non conformi, di conseguenza impossibilitati ad utilizzare Android Pay e qualunque altra app che utilizzi la SafetyNet API (Qualcuno ha detto Pokemon GO?!?). Magisk nasce proprio con questo obiettivo, quello di poter passare il test di integrità  di SafetyNet e usufruire dei benefici del root sullo stesso dispositivo. Al posto di modificare /system va ad installare nella boot image del sistema un "layer" aggiuntivo tra il sistema stesso e le varie Mod. Ma che benefici ci dà ? La partizione di sistema non viene toccata, SafetyNet OK! Il root, come i moduli Xposed e qualsiasi altra Mod possono essere attivati e disattivati (montati e smontati) "On The Fly", senza dover riavviare il dispositivo (per i moduli Xposed ad esempio) e senza effettuare la procedura di unroot Non toccando /system ad ogni aggiornamento non sarà  necessario reinstallare le mod Ma se fino alla versione 6 Magisk era utile per nascondere il root da applicazioni con questo tipo di controllo, con l'aggiornamento alla versione 7 rilasciato il 3 ottobre e successive, lo sviluppatore topjohnwu ha deciso di puntare più in alto, mirando a fare di Magisk un'interfaccia universale, offrendo la possibilità di installare qualsiasi Mod in modalità systemless attraverso la nuova applicazione Magisk Manager, inclusi Root e Xposed. Vediamo quindi la procedura di installazione in modo da coprire tutte le possibilità . 1) Dispositivo senza root Riavviare il dispositivo in recovery [1] Flashare Magisk Flashare phh's SuperUser [2] Riavviare il telefono e installare Magisk Manager 2) Dispositivo con SuperSU Systemless o con una precedente versione di Magisk Installare Magisk Manager Effettuare l'installazione/update di Magisk dall'applicazione Riavviare il dispositivo 3) Dispositivo con root in modalità NON systemless Installare SuperSU dal PlayStore Effettuare la procedura di unroot dall'applicazione Riavviare il telefono e seguire i passi di 1)  Link alla discussione ufficiale su XDA: http://forum.xda-developers.com/apps/magisk/official-magisk-v7-universal-systemless-t3473445   N.B. Con la versione 9 di Magisk è stato introdotta la scheda Magisk Hide, che permette di "nascondere" il root alle applicazioni selezionate. Sarà quindi sufficiente selezionare Google Play Services (com.google.android.gms), i due demoni associati .policy e .setup e le applicazioni che richiedono un dispositivo "vergine" e senza permessi di root per funzionare (Qualcuno ha detto Pokemon GO?!? pt.2). N.B.2 Nel caso in cui, anche dopo aver abilitato Magisk Hide non riusciste ad utilizzare le applicazioni protette attraverso SafetyNet, sarà sufficiente installare il modulo Universal SafetyNet Fix e riavviare il dispositivo (attualmente supporta le versioni 12 e 13.1 di Magisk). Il risultato positivo sarà confermato dalla doppia spunta verde nella sezione Controllo SafetyNet di Magisk Manager. Per concludere, se mai doveste avere la necessità di disinstallare Magisk, dopo aver rimosso i moduli direttamente dall'app e aver riavviato il dispositivo, basterà flashare da recovery questo pacchetto zip. [1] È necessario disporre di una recovery modificata, di conseguenza aver precedentemente sbloccato il Bootloader. La più nota, completa ed utilizzata attualmente è la TWRP ed essendo la procedura di installazione potenzialmente personalizzata per ogni dispositivo, vi rimando al sito ufficiale per maggiori informazioni a riguardo. [2] Dalla versione 11, trattata nello specifico in questo articolo, non è più necessaria l'installazione del pacchetto phh's Superuser, poichè i binari necessari ai permessi di root sono integrati in Magisk.

Google Assistant su Marshmallow con Android N-ify

Si tratta di un'assistente vocale che si avvicina di più ai noti Siri e Cortana grazie alla cosiddetta Intelligenza Artificiale, che permetterà di avere un rapporto più "umano" con il nostro smartphone. L'Assistente Google è stato studiato infatti per poter "apprendere" dalle nostre abitudini e dalla nostra routine (le app più utilizzate, i luoghi visitati, le ricerche su Google, ecc) in modo da poter "essere sempre sul pezzo" e risponderci nel modo migliore e più utile a noi in quel momento. Questa feature sarà però preinstallata nei successori della serie Nexus e disponibile a tutti, pare, da Android 7.1. Quindi, prima di poterla provare passerà qualche mese (o qualche dispositivo...). Ecco però che su XDA sono comparsi i primi tweak per poter abilitare il nuovo assistente su qualsiasi Android 7.0 attraverso una modifica del build.prop e dell'app Google in modo da far credere al sistema di girare su un telefono della serie Pixel (qui per maggiori dettagli). E per chi è fermo ad Android 6.x? La soluzione non si è fatta attendere ed ecco che MrWasdennnoch, sviluppatore del modulo Xposed Android N-ify annuncia che la alpha build di oggi permette di abilitare l'Assistente Google su Android Marshmallow. Android N-ify è un modulo Xposed che permette di modificare l'interfaccia del nostro Android e di sfruttare alcune novità introdotte con Android Nougat come la nuova barra dei Quick Tile e le notifiche ridisegnate con risposta rapida. E da oggi permette appunto di abilitare l'Assistente Google. Per chi fosse interessato basta installare l'app da qui e disporre dell'App Google aggiornata all'ultima beta (6.6.21.arm). N.B.: Ricordo che questa modifica è disponibile solo su dispositivi con permessi di root e Xposed installato. Enjoy!" class="form-control" rows=30>Durante la presentazione dei nuovi Pixel e Pixel XL, Google ha introdotto anche quella che sarà l'evoluzione di Google Now, nota come Assistente Google (Google Assistant). Si tratta di un'assistente vocale che si avvicina di più ai noti Siri e Cortana grazie alla cosiddetta Intelligenza Artificiale, che permetterà di avere un rapporto più "umano" con il nostro smartphone. L'Assistente Google è stato studiato infatti per poter "apprendere" dalle nostre abitudini e dalla nostra routine (le app più utilizzate, i luoghi visitati, le ricerche su Google, ecc) in modo da poter "essere sempre sul pezzo" e risponderci nel modo migliore e più utile a noi in quel momento. Questa feature sarà però preinstallata nei successori della serie Nexus e disponibile a tutti, pare, da Android 7.1. Quindi, prima di poterla provare passerà qualche mese (o qualche dispositivo...). Ecco però che su XDA sono comparsi i primi tweak per poter abilitare il nuovo assistente su qualsiasi Android 7.0 attraverso una modifica del build.prop e dell'app Google in modo da far credere al sistema di girare su un telefono della serie Pixel (qui per maggiori dettagli). E per chi è fermo ad Android 6.x? La soluzione non si è fatta attendere ed ecco che MrWasdennnoch, sviluppatore del modulo Xposed Android N-ify annuncia che la alpha build di oggi permette di abilitare l'Assistente Google su Android Marshmallow. Android N-ify è un modulo Xposed che permette di modificare l'interfaccia del nostro Android e di sfruttare alcune novità introdotte con Android Nougat come la nuova barra dei Quick Tile e le notifiche ridisegnate con risposta rapida. E da oggi permette appunto di abilitare l'Assistente Google. Per chi fosse interessato basta installare l'app da qui e disporre dell'App Google aggiornata all'ultima beta (6.6.21.arm). N.B.: Ricordo che questa modifica è disponibile solo su dispositivi con permessi di root e Xposed installato.