home Ricerca per tag "Facebook"


I migliori client Facebook alternativi | Recap

Nei precedenti  articoli di questa rubrica abbiamo esaminato alcuni dei client Facebook reperibili sul Play Store. Della lista stilata inizialmente ho deciso di non recensirne alcuni dato che per prestazioni e funzionalità non apportavano nessun miglioramento visibile oppure erano del tutto simili ad altri già esaminati. Per evitarvi diverse ripetizioni ho pensato fosse più utile raccontarvi la mia esperienza e quale client ho deciso di utilizzare. Avendo provato una decina di client diversi non è stato facile organizzarsi soprattutto per capire quelle che erano le differenze uno con l'altro, quindi inizialmente li ho installati tutti e provati in contemporanea. Dopo di che li ho analizzati più approfonditamente uno alla volta soprattutto per determinare al meglio consumi e prestazioni. Ma ammetto che già da subito mi ero fatto un'idea abbastanza precisa su quali fossero i client degni di nota. Ultimamente ho limitato la scelta a due Phoenix e Friendly. Li ho provati entrambi a lungo, sia sul mio telefono principale (LG G Flex 2), che sul vecchio Samsung S2 Plus con custom rom basata su Android 7.1.2 Nougat. A livello di prestazioni e consumo di batteria entrambi mi hanno soddisfatto anche se sul G Flex 2 non notavo differenze tra i due sul S2 Friendly mi è sembrato più fluido e scattante. Parlando della funzione di ricerca è decisamente meglio implementata in Friendly sia graficamente che per l'immediatezza con cui ci vengono proposti i risultati. Per quanto riguarda gli altri punti che sono stati approfonditi nei relativo articolo non ho trovato grandi differenze. Entrambe sono due ottime applicazioni che hanno molti punti di forza in comune ed è stato difficile scegliere ma alla fine ho optato per Friendly.

I migliori client Facebook alternativi (seconda parte)

Nel precedente articolo abbiamo già esaminato i punti critici dell'applicazione ufficiale di Facebook, proponendo ed esaminando alcune alternative. Quest'oggi proseguiremo nell'esaminare alcune  delle applicazioni restanti. Super Lite Questa è l'applicazione più leggera e minimale del lotto, di fatto incapsula il sito mobile all'interno di un applicazione Android, dal peso di 6.52 MB,  priva di qualsivoglia personalizzazione e con un banner pubblicitario in fondo allo schermo abbastanza fastidioso. Di fatto è semplicemente un alternativa al semplice sito mobile che a mio parere rimane però preferibile, non essendo più aggiornata da tempo. Simple Simple è stato uno dei client che ho usato di più, non perchè sia in assoluto il migliore ma per il semplice fatto che è una delle poche applicazioni in circolo sul play store a supportare il dual window del mio Lg G Flex 2. L'applicazione è ben curata sia graficamente che lato delle prestazioni, funziona molto bene anche su modelli non recentissimi. Non presenta problematiche particolari, se non quelle riscontrate anche in altre app quali Phoenix, per esempio nello scorrimento delle foto che non possono essere scorse se visualizzate a schermo intero, rispetto a quanto riportato per Phoenix in Simple non si riscontrano problemi con la pubblicazione dei post. Come molte delle app esaminate supporta la gestione dei messaggi evitandoci così l'installazione di FB Messanger. Tutto ciò rientra nella media dei client Facebook, ma questa app ha ancora un asso nella manica, la gestione dei preferiti. È presente nella barra degli strumenti un piccolo tasto che aggiunge una determinata pagina ai preferiti, non a tutti a primo impatto è chiara l'utilità di questa funzione quindi vi riporterò un paio di esempi. Immaginate di essere estremamente interessati ad una pagina che avete appena scoperto e volete esaminarla con più calma in un secondo momento, per non rischiare di dimenticarvi il nome potete aggiungerla ai preferiti. Oppure immaginate di visitare spesso una particolare pagina o profilo, aggiungendolo ai preferiti avrete sempre a disposizione.  L'unico neo è riscontrabile nella ricerca che non è iterativa. Lo spazio occupato non è da record 17.30 MB. Se il launcher lo supporta sono presenti le scorciatoie con long press. Mini Invasiva. Ecco come definirei quest'app. Ogni volta che l'aprirete chiederà la valutazione sul play store anche se avete già risposto di non volerla dare, oppure propone altre applicazioni dello stesso sviluppatore, come Mini for Instagram. Di default (se concedete i permessi) l'app monitora le chiamate in entrata segnalandovi con una "notifica" flottante la chiamata in arrivo, sovrapponendosi al vostro dialer, da cui potrete rispondere o terminare la chiamata, a dir poco fastidioso. Presenta delle modalità di gestione energetica, una boots mode che difatto sembra solo aumentare la velocità di scorrimento della home page, e una battery mode che di fatto non sembra portare significativi vantaggi in termini di risparmio energetico. È presente un menu hamburgher con varie opzioni tra cui le impostazioni dell'app oppure la navigazione tra messaggi e news feed piuttosto inutile e ridondande essendo prevista anche la classica barra di navigazione di Facebook. Altro punto a sfavore è lo spazio occupato di ben  30,16 MB, che di sicuro la farà scartare a molti possessori di smartphone con qualche annetto sulle spalle. Passando alle funzionalità extra fornite da questa app, che sono la vera arma a sua disposizione, è da segnalare il comodo il tasto per il downlod dei media (foto e video) e l'apertura dei link in-app usando un long press.

I migliori client Facebook alternativi (prima parte)

Molti di voi avranno riscontrato come il sottoscritto che l'applicazione ufficiale di Facebook non fa faville sotto molti punti di vista. Uno degli aspetti sotto la critica degli utenti è lo spazio di archiviazione occupato. Per chi possiede un top di gamma di ultima generazione questo non è certo un problema ma per chi ha uno smarphone con qualche anno sulle spalle o che comunque ha uno spazio di archiviazione interno ridotto è un problema non da poco. Inoltre altro motivo di critica è l'eccessivo battery draining. Questo aspetto potrebbe interessare anche chi è in possesso dei top di gamma che dopo un uso intenso non hanno più l'autonomia di un tempo. In ogni caso l'installazione di un client facebook non potrà fare miracoli, ma sicuramente un piccolo risparmio di batteria lo noterete. Infine le prestazioni, una problematica che ha poco senso per gli smarphone moderni, ma nel caso usaste ancora un vecchio modello potrebbe essere importante avere qualcosa di snello e veloce. Le app presenti sul Play Store sono moltissime, per fare una scrematura iniziale mi sono basato sulle recensioni degli utenti. Ecco quindi le app provate: Metal Friendly Lite Simple Swipe Maki Swift Phoenix Mini Silm Social Oltre alle app sopra citate e alle altre che potrete trovare nello store, l'alternativa più semplice ed immediata è quella di usare il browser, non richiedendo spazio aggiuntivo ed essendo già preinstallato su ogni telefono. Analizeremo i seguenti punti: Prestazioni, anche su vecchi telefoni Spazio occupato Interfaccia, ad esempio la ricerca, la pubblicazione di un post, news feed ecc... Se sono presenti tutte le funzionalità che servono ad es caricamento foto, visualizzazione video ecc... Facebook Lite La versione lite di Facebook è il rimedio di Zuckerberg per venire incontro a quegli utenti che possiedono  uno smartphone poco prestante o che hanno un piano dati con pochi giga a disposizione. Originariamente pensata per i paesi in via di sviluppo dove oltre a queste condizioni si aggiungono anche reti non molto performanti, è quindi una delle app più leggere del lotto. Sicuramente da questo punto di vista compie appieno il suo dovere, tanto da poter essere installata su un preistorico Samsung Galaxy Ace con a disposizione ben 150MB di memoria, occupando appena 8.29MB. L'interfaccia ha una grafica molto semplice ed essenziale, di sicuro questo contribuisce a rendere più leggera l'app ma la cura nei dettagli lascia molto a desiderare , come ad esempio il menu per inserire le reaction che a mio parere è un po spartano. La visualizzazione delle gallerie fotografiche è ben fatta, si possono scorrere tutte le foto all'interno di un album anche a schermo intero ed i tasti per interagire con esse come, mi piace, commento ecc. sono sempre visibili in fondo allo schermo. Bisogna però specificare che non è possibile visualizzare le immagini a 360°. La barra di ricerca non ci permette di visualizzare i risultati in maniera iterattiva mentre scriviamo. Un'aspetto da non sottovalutare è la possibilità di gestire seppur in maniera basilare i messaggi, con anche il supporto a emoj e sticker, così da poter evitare di installare Facebook Messanger. Da sottoliniare che malgrado la leggerezza l'app anche su dispositivi moderni i caricapenti per passare da una pagina all'altra sono abbastanza lenti. Friendly A prima vista Friendly è l'applicazione meglio riuscita tra quelle provate, la grafica è molto ben curata, proponendo un layout diverso da quello di Facebook lite. Troveremo infatti la barra di navigazione in fondo allo schermo, anche se è possibile riportarla nella posizione classica. Le personalizzazioni dell'interfaccia sono numerose, oltre alla possibilità di cambiare tema, sono disponibili anche una modalità notturna ed una per gli schermi amoled che modificano l'interfaccia rendendola di colore nero. La barra di ricerca, mostra i risultati in tempo reale però perde la visualizzazione della cronologia. Molto comodo è il tasto posto in cima al news feed per poter modificarne la visualizzazione. Ad esempio sarà possibile passare alla modalità post più recenti, oppure attivare un filtro per parola chiave. Inoltre è presente un browser in-app per aprire i link esterni all'applicazione. Come in Facebook Lite è disponibile la chat. Tutte queste funzionalità aggiuntive hanno ovviamente un costo in termini di spazio , difatti l'app pesa 28,54MB, venti in più rispetto a Facebook Lite. Ovviamente non è tutto oro quel che luccica e anche quest'app non è perfetta, la visualizzazione degli album fotografici non è molto efficente, aprendo una foto essa non verrà direttamente visualizzata a schermo intero ma bisognerà aprirla manualmente premendo il tasto subito sotto la foto, come avviene sulla versione mobile del sito. Inoltre una volta aperta a schermo intero non sarà possibile scorrere le foto. Non è disponibile il supporto alle immagini a 360°. Altro aspetto negativo riguarda la pubblicazione di post nei gruppi, l'area di testo visualizzata è minuscola e scorrendo verso il basso per visualizzare il contenuto del post attiveremo inavvertitamente l'aggiornamento della pagina perdendo quello che abbiamo scritto. Sono presenti alcune feature addizionali che danno un plus a questa applicazione, come la possibilità di inserire un codice di blocco all'accesso ed un adblocker (a pagamento) che impedirà la visualizzazione dei post sponsorizzati.  Phoenix App molto leggera pesa infatti solo 10,24 MB. La ricerca è la meglio riuscita tra quelle presentate finora difatti mostra sia la cronologia sia i risultati in tempo reale. La grafica dell'interfaccia è pulita ed ogni post è incorniciato in modo da rendere la letturà più piacevole, il menu delle reaction è stato rimpiciolito risultando molto piacevole all'occhio. Come per Friendly è possibile personalizzare layout e tema anche se alcune delle opzioni sono a pagamento, ed è disponibile un ad blocker, per ora in versione a pagamento. Le analogie con friendly continuano anche per i difetti sia per quanto riguarda la visualizzazione delle foto che per la pubblicazione dei post, in questo caso addirittura peggiore perchè gli stessi problemi che troviamo in friendly ma oltre che per i gruppi lo stesso problema si ripresenta anche nell'aggiornamento dello stato del nostro profilo. Inoltre la chat non sarà presente in prima funzione nella barra di navigazione, la si potrà trovare nel menu altro insieme ad altre voci come la possibilità di ordinare il news feed con i post più recenti.

React JS, un'introduzione

React è una libreria Javascript per creare interfacce grafiche, anche chiamate View, tramite un sistema efficiente di componenti. Questa libreria ha avuto un enorme successo, tanto da aver creato attorno a sé un vero e proprio ecosistema di sviluppatori e aziende che lo utilizzano e rilasciano tramite NPM ulteriori moduli e componenti. La natura di React è fortemente descrittiva, tanto da essere stata la prima libreria a sfruttare veramente con successo le API funzionali di Javascript; i componenti React infatti sono la rappresentazione in una sorta di HTML. Per dare una definizione più precisa possiamo dire che in React V = f(S), ossia che il componente (View) varia in funzione di un certo input S che chiamiamo stato del componente. Quindi non solo lo stato determina come apparirà il componente, ma ci garantisce che in qualsiasi momento io gli passi lo stesso input otterrò lo stesso output. Nella pratica sappiamo bene che non funziona sempre così, spesso il codice javascript si appoggia a variabili globali, che possono essere modificate in altre parti di codice rendendo molto imprevedibile il risultato. Ad esempio vogliamo creare un componente che carichi una lista di articoli da un endpoint. Naturalmente quando il componente verrà mostrato sarà vuoto, quindi vogliamo che durante il caricamento mostri uno spinner e solo quando gli articoli saranno stati scaricati li mostri al lettore. In questa casistica possiamo definire due stati: caricato e non caricato, a ciascuno di essi corrisponde una visualizzazione. See the Pen Ultimi articoli L'angolo nerd by Niccolò (@nicokant) on CodePen. Il vantaggio vero e proprio di React si intuisce nel momento in cui si vogliono collegare tra loro più componenti per creare una webapp. Torniamo indietro di qualche anno, quando i framework MV* (tra cui Angular, Ember, Backbone) ebbero molto successo, tra i motivi principali c'era la tecnica del two-way data binding, che garantisce la possibilità di avere dei modelli di dati che si aggiornino automaticamente a seconda dei cambiamenti nelle view. Questo sistema è ottimo per applicazioni con poche view e pochi modelli, ma nel momento in cui se ne combinano molte tra loro il risultato è la totale perdita della prevedibilità nel flusso dei dati e il conseguente debug più complicato. React invece si presenta con un'architettura scalabile e a stati finiti, che mette al centro lo stato dei singoli blocchi. Tramite un'estensione per il browser è possibile ispezionare i componenti, il loro stato attuale e le loro proprietà. React DOM React si compone di più pacchetti, quello base è 'react' che implementa il sistema di componenti, in aggiunta, a seconda della piattaforma per cui si vuole realizzare l'app si ha a disposizione un ulteriore pacchetto, per le pagine Web si utilizza React DOM. Questo pacchetto implementa l'effettivo funzionamento della funzione di render, ossia fa da intermediario tra il componente e il DOM, dicendo come il secondo debba essere cambiato a seconda dei cambiamenti del primo. Tutto questo viene fatto nel modo più ottimizzato possibile, dal momento che le mutazioni del DOM sono operazioni costose in termini di performance, usando un algoritmo di diff-patch che apporta il minor numero di modifiche possibili al DOM. Questa funzionalità è anche nota come Virtual Dom e potete trovarla anche in altre librerie. React Native Come dicevo prima non esiste solo React DOM e il Web non è l'unica piattaforma suportata da React. Tramite React Native è possibile realizzare app Android e iOS native utilizzando comunque Javascript come linguaggio. Quanto detto per il DOM nel paragrafo precedente vale anche per iOS e Android, che avendo una base diversa dal DOM non potranno utilizzare componenti come <h1 /> oppure <a />, ma avranno a disposizione altri componenti nativi come <ScollView /> e <Text />. Cambiando piattaforma tra Web e Android/iOS è possibile riutilizzare totalmente la parte di codice relativa alla logica dell'applicazione, mentre invece i componenti vanno riscritti. we're not chasing “write once, run anywhere.” Different platforms have different looks, feels, and capabilities, and as such, we should still be developing discrete apps for each platform, but the same set of engineers should be able to build applications for whatever platform they choose, without needing to learn a fundamentally different set of technologies for each. We call this approach “learn once, write anywhere". Non stiamo inseguendo il motto "scrivi il codice una volta sola e eseguilo ovunque". Piattaforme diverse hanno un aspetto diverso, danno sensazioni diverse e hanno possibilità diverse, per questo noi vogliamo sviluppare comunque buone app per ogni piattaforma, ma uno stesso gruppo di ingegneri dovrebbe essere in grado di sviluppare applicazioni per qualsiasi piattaforma scelgano, senza aver bisogno di imparare un set fondamentalmente diverso di tecnologie per ciascuna. Chiamiamo questo approccio "impara una volta sola e scrivi codice per qualsiasi piattaforma". Chi lo usa? Bisogna sempre tenere conto di chi sviluppa il codice e di chi lo utilizza perché in alcuni casi garantisce la sopravvivenza del framework. React è sviluppato da Facebook, ma a differenza di Angular, è utilizzato in moltissime parti del social network e di altri prodotti Facebook, garantendo un ottima stabilità e l'assenza di bug catastrofici (prima di ogni release React viene testato su facebook.com). Tra i grandi nomi che utilizzano React in produzione troviamo Facebook, Whatsapp, Instagram, Airbnb, Netflix, Yahoo, Atlassian, Khan Academy, Dailymotion, eBay, IMDb, New York Times, Paypal, Periscope, Reddit, Twitter Mobile, Wordpress.com. Le app scritte con React Native sono Facebook, Instagram, Soundcloud, Tesla, Airbnb, Baidu, Vogue, Bloomberg. Se siete curiosi ne potete trovare molti altri qui.