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I migliori client Facebook alternativi | Recap

Nei precedenti  articoli di questa rubrica abbiamo esaminato alcuni dei client Facebook reperibili sul Play Store. Della lista stilata inizialmente ho deciso di non recensirne alcuni dato che per prestazioni e funzionalità non apportavano nessun miglioramento visibile oppure erano del tutto simili ad altri già esaminati. Per evitarvi diverse ripetizioni ho pensato fosse più utile raccontarvi la mia esperienza e quale client ho deciso di utilizzare. Avendo provato una decina di client diversi non è stato facile organizzarsi soprattutto per capire quelle che erano le differenze uno con l'altro, quindi inizialmente li ho installati tutti e provati in contemporanea. Dopo di che li ho analizzati più approfonditamente uno alla volta soprattutto per determinare al meglio consumi e prestazioni. Ma ammetto che già da subito mi ero fatto un'idea abbastanza precisa su quali fossero i client degni di nota. Ultimamente ho limitato la scelta a due Phoenix e Friendly. Li ho provati entrambi a lungo, sia sul mio telefono principale (LG G Flex 2), che sul vecchio Samsung S2 Plus con custom rom basata su Android 7.1.2 Nougat. A livello di prestazioni e consumo di batteria entrambi mi hanno soddisfatto anche se sul G Flex 2 non notavo differenze tra i due sul S2 Friendly mi è sembrato più fluido e scattante. Parlando della funzione di ricerca è decisamente meglio implementata in Friendly sia graficamente che per l'immediatezza con cui ci vengono proposti i risultati. Per quanto riguarda gli altri punti che sono stati approfonditi nei relativo articolo non ho trovato grandi differenze. Entrambe sono due ottime applicazioni che hanno molti punti di forza in comune ed è stato difficile scegliere ma alla fine ho optato per Friendly.

JSE Coin, l'alternativa a Google AdSense

Google AdSense è probabilmente il servizio di remunerazione più noto nell'ambito dell'online publishing. Permette infatti di generare banner pubblicitari da mostrare sul proprio sito, in cambio di piccoli compensi derivati da visualizzazioni e click dei banner stessi. L'angolo nerd adotta questo servizio da diversi mesi, ma si è rivelato essere molto meno profittevole delle aspettative, portando introiti decisamente inferiori rispetto ai costi di mantenimento del sito stesso. Insomma, a meno di non avere almeno più di visitatori al giorno, AdSense non risulta conveniente, soprattutto se si considerano i rallentamenti nella navigazione dovuti al caricamento dei banner pubblicitari offerti da Google. Ma potrebbe esserci una soluzione, un'alternativa ad AdSense e altri circuiti pubblicitari che soffrono delle stesse problematiche, in grado di generare dei profitti senza compromettere l'esperienza utente. JSE Coin è una criptovaluta nata proprio per i webmaster ed è scritta totalmente in JavaScript per permetterne la rapida integrazione con tutti i siti web. L'idea è infatti quella di far eseguire i processi di hashing ai PC dei visitatori durante la loro permanenza sul sito web attraverso uno script caricato dal browser, tutto questo sempre nel rispetto dell'utente. Il mining infatti viene effettuato utilizzando pochissime risorse, tanto da rendere il processo impercettibile in termini di rallentamenti e lag [1]. Inoltre lo script fornisce un banner di notifica che mette a conoscenza l'utente riguardo all'utilizzo di questa tecnologia, permettendogli di disabilitarla (per maggiori informazioni a riguardo vi rimando alla pagina sulla privacy del sito ufficiale). Ma torniamo un attimo ai JSE Coin... quanto valgono? Attualmente, nulla. Più precisamente si tratta di una nuova criptovaluta, lanciata pubblicamente due mesi fa e non ancora quotata in borsa, pertanto le è stato assegnato un valore simbolico di 1$ e, ora come ora, non può nè essere salvata in un portafoglio virtuale, nè scambiata con altre valute, quali possono essere i Bitcoin o i Dollari. L'ingresso sul mercato dei JSE Coin è previsto per metà 2018 in occasione di una ICO (Initial Coin Offering). Attualmente stiamo testando questa nuova tecnologia ed è possibile verificare il corretto funzionamento dello script dalla console del browser, raggiungibile con Ctrl + Shift + J su Chrome e con Ctrl + Shift + K su Firefox (o, in ogni caso con tasto destro > analizza elemento > scheda "Console"). In ogni caso non esitate a contattarci nel caso in cui notiate rallentamenti, lag o impuntamenti del browser durante la navigazione. Per qualsiasi altra informazione a riguardo vi rimando al sito ufficiale di JSE Coin. [1] Un punto a favore di JSE è che, a differenza di altri script miner come il famoso CoinHive, non utilizza il 100% della CPU del computer, ma solo una minima parte. In questo modo l'esperienza utente non viene compromessa, risultando quasi invisibile agli occhi del lettore.

[TaskerTime] Musica nelle tue cuffie!

Eccoci ad un altro capitolo della nostra rubrica TaskerTime. Oggi vediamo come, inserendo le cuffie nello smartphone, avere l'immediato avvio della musica. Per farlo basteranno pochi passaggi: aggiungiamo lo Stato - Cuffie Collegate - Qualunque. Come nuova attività in entrata associata allo Stato, impostiamo Volume Media - Livello 9 per avere un volume iniziale medio-alto e Controllo Media - Play [Simulazione] selezionando come App l'applicazione da noi scelta. Nel mio caso, ho scelto il music player predefinito. Come attività in uscita Volume Media - Livello 0, Controllo Media - Stop e Kill App - Musica Se riceviamo un messaggio audio o guardiamo un video e vogliamo ascoltarlo in cuffia, per quanto detto sopra, partirà automaticamente la musica, portandoci ad odiare il nostro amato plugin. Per questo motivo dobbiamo effettuare qualche cambiamento alla configurazione precedente. Creiamo una variabile %Social settata a 0 e aggiungiamo come Applicazione tutte quelle apps per le quali non vogliamo che parta la musica quando sono in primo piano. Come attività in ingresso al task Applicazione appena creato,  impostiamo Imposta %Social a 1, e come attività in uscita Imposta %Social a 0. La stessa configurazione dobbiamo impostarla per il nuovo stato Chiama - Tutti, in modo da non far partire la musica se riceviamo o effettuiamo una chiamata. Ora non ci resta che modificare l'attività in entrata di Cuffie Collegate un If, che eseguirà Controllo Media - Play solo se la variabile %Social è uguale a 0.

L'evoluzione di Keybase, smartphone e chat a portata di click

Circa due mesi fa abbiamo parlato di Keybase e abbiamo visto come sia possibile verificare la propria identità e quella dei nostri amici online e di come memorizzare e scambiare documenti cifrati in totale comodità attraverso questo servizio. Keybase è un progetto giovane ed in continuo sviluppo, basti pensare che fino a pochi mesi fa non esistevano nè KBFS, nè l'applicazione per pc, ma il suo team di programmatori sembra non arrestarsi mai. Dall'ultima volta che ne abbiamo parlato infatti è stata rilasciata l'applicazione mobile, disponibile gratuitamente sia per Android che per iOS, che, proprio come per la versione Desktop, permette di comunicare in modo cifrato e sicuro con qualsiasi altro membro della community. [ Immagine presa dal Play Store in quanto, per questioni di sicurezza, all'interno dell'applicazione non è possibile effettuare screenshot ] A differenza di quest'ultima però, da mobile non è ancora possibile navigare tra i propri documenti, ma è disponibile un servizio di messaggistica completo. Oltre alla crittografia end-to-end infatti sarà possibile raggiungere una determinata persona attraverso lo username di uno qualsiasi dei suoi profili social collegati, senza dover inserire nè email nè numero di telefono. Inoltre, per una maggior sicurezza, essendo lo smartphone uno strumento più soggetto a furti rispetto ad un pc, la passphrase verrà richiesta ad ogni apertura dell'applicazione. L'altra grande novità arriva sotto forma di estensione per Chrome e permette di effettuare chat private e cifrate con gli utenti Keybase direttamente dai loro profili social. Infatti, una volta installata, su ogni profilo Facebook, Twitter, Reddit, Hacker News e tutti quelli supportati dalla piattaforma, sarà disponibile un tasto blu che permettereà di iniziare una chat con quella persona. Nel caso quest'ultima non fosse iscritta a Keybase, sarà comunque possibile inviarle messaggi cifrati, facendo notare al destinatario che sarà necessario iscriversi al portale per poterli leggere. Sulla documentazione ufficiale è disponibile inoltre una piccola sezione F.A.Q. che ne descrive in breve il funzionamento, puntualizzando che Keybase non è in grado di leggere i messaggi inviati poichè cifrati end-to-end (il che assicura che i messaggi inviati possano essere letti solo da te e dalla persona con cui stai comunicando) e descrivendone la sicurezza trattandosi semplicemente di un'estensione che delega la cifratura e l'invio del messaggio all'app installata sul pc. 

[TaskerTime] Modalità Silenziosa Ad Hoc

In uno degli ultimi articoli abbiamo parlato di come possiamo disabilitare la modalità silenziosa durante le chiamate. Oggi vedremo come attivare la modalità silenziosa quando lo schermo dello smartphone è acceso e disattivarla quando è spento. In questo modo il telefono eviterà di vibrare o suonare mentre lo stiamo usando.  Come prima cosa,  aggiungiamo l'evento Display Off e, come nuova attività, Do Not Disturb - Tutti, la quale consentirà al telefono di suonare. Allo stesso modo, l'opzione Display On in modalità Do Not Disturb - Alarms, non permetterà al telefono di emettere alcun suono quando lo schermo è acceso. Questa configurazione presenta però una criticità: alla ricezione di una chiamata consegue l'accensione dello schermo, la quale, attivando la modalità silenziosa, comporta, in caso di non utilizzo del telefono, la possibile perdita della chiamata stessa. Per questo motivo sarà necessario aggiungere un'ulteriore condizione che non attiverà la modalità silenziosa alla ricezione di una chiamata. Come prima cosa, inizializziamo una variabile (che ho chiamato Call) dal menù Vars a 0. Aggiungiamo quindi lo stato Chiama - In Entrata, impostando la variabile %Call a 1 e attivando la modalità Do Not Disturb - Priorità. Inseriamo come Attività in Uscita Imposta %Call a 0 e Do Not Disturb - Alarms. Per finire, modifichiamo l'evento Display On, inserendo come condizione l'attivazione della modalità Do Not Disturb - Alarms solo se la variabile %Call è diversa da 1.  

[TaskerTime] Forzare la connessione ad una determinata rete WiFi

Con questo articolo diamo il via a Tasker Time, una nuova rubrica completamente dedicata a Tasker, con l'obiettivo di condividere i task più utili che daranno una marcia in più al vostro dispositivo o che vi faranno rimpiangere di aver comprato un iPhone! Scherzi a parte, pubblicheremo delle guide al fine di mostrare le potenzialità di quest'app tuttofare sfruttandola al meglio per automatizzare quelle piccole azioni quotidiane che siamo costretti a fare come accendere e spegnere WiFi e Geolocalizzazione, regolare il volume di musica e notifiche e molto altro. Può capitare di avere la necessità che il nostro dispositivo rimanga connesso ad una determinata rete WiFi anche in condizioni che lo rendono difficoltoso. Un esempio potrebbe essere una particolare stanza della nostra casa dove la rete domestica viene ritenuta troppo debole da Android che quindi decide di usare la rete dati, piuttosto che la presenza di più WiFi note e il bisogno di essere collegati ad una di queste in particolare e non alle altre. Un po' come accade a casa mia, dove ho due reti WiFi, una proveniente da un modem vecchissimo che supporta un solo dispositivo connesso e poi quella generata da un router secondario collegato a cascata con il primo. Chiaramente sul mio dispositivo ho registrato entrambe le reti, ma preferisco sempre utilizzare la seconda perchè più veloce e meno limitante (si perchè il telefono si connette comunque alla prima anche se già "occupata", ma non naviga). La soluzione, che fa uso di Tasker e di un suo plugin, AutoTools, si compone di tre parti: Ricerca di una determinata rete nei dintorni Collegamento a quella rete Forzare la connessione alla rete voluta anche se già connessi ad un'altra L'obiettivo finale si può tradurre come "Se non sono connesso alla rete X, che però è presente nei dintorni, connettimi alla rete X". Cominciamo con la ricerca delle rete desiderata. Avremo bisogno quindi di un Profilo di tipo Stato che andremo a impostare seguendo Rete > WIFI Vicini > SSID desiderato. A questo stato colleghiamo la variabile %Casa impostata 1, che azzereremo con un Task all'uscita. Per quanto riguarda la parte del "se non sono connesso allora connettimi" avremo bisogno di un altro Stato relativo sempre alle attività di Rete, impostato questa volta a "Non collegato alla rete X". Per farlo è sufficiente impostare prima Rete  > WIFI Collegato > SSID desiderato e spuntare l'opzione Inverti. Come risposta a questo stato, grazie ad AutoTools imposteremo la connessione alla nostra rete wireless. Infine, per collegare i due Stati appena creati, sarà necessario aggiungere al secondo una condizione in cui controlleremo che la variabile %Casa sia impostata a 1. Di seguito potete trovare un video in cui sono riportati tutti i passaggi appena descritti.